Tisser l'avenir du Sénégal

 

 

Il Progetto “Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile” ha come obiettivo generale l’empowerment delle donne senegalesi residenti nella periferia di Dakar (Senegal) e nei comuni di Olbia e Tempio Pausania (Sardegna).

E’ un progetto di cooperazione internazionale volto a migliorare l’empowermet femminile in Senegal e in Sardegna finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna tramite la Legge 19/96 anno 2011, in collaborazione con Enti Locali, associazioni no profit, Ong e Istituti di ricerca

Capofila è l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Olbia ma il progetto prevede la collaborazione dell’ONG di Cagliari Amici senza Confini (ASECON), dell’ONG senegalese Concept come partner locale, dell’associazione Laboratorio Interculturale per l’immigrazione con sede a Olbia e del Comune di Tempio e di AFFRICA – Centro Studi Africani in Sardegna (CSAS) – in qualità, questi ultimi due, di partner aggiuntivi.

Finanziato a Novembre del 2011, si è rivolto interamente alle donne senegalesi, in particolare a un target specifico di beneficiari: donne residenti nella periferia di Dakar, già attive nella lotta all’esclusione sociale e già inserite in un contesto associativo. Il progetto si è rivolto anche al territorio sardo, coinvolgendo circa 10 donne della comunità senegalese immigrata in Sardegna, nello specifico nella Provincia di Olbia – Tempio.

 

 

Contesto

 

Pur essendo uno dei paesi più sviluppati dell'Africa francofona, il Senegal rimane uno dei 20 paesi più a rischio secondo l'indice di sviluppo umano.

I recenti miglioramenti economici non hanno tuttavia avuto effetti significativi sulle condizioni di vita della popolazione: più della metà dei Senegalesi vive ancora sotto la soglia di povertà, la disoccupazione è alta, l'accesso ai servizi rimane problematico, la disparità del livello di vita tra le popolazioni rurali e quelle urbane è elevata. Il tasso di alfabetizzazione rimane al di sotto del 40%, con una forte discrepanza tra il dato riguardante i maschi e le femmine (50% contro 30%).

In questo contesto si assiste sempre di più all'abbandono delle zone rurali e al sovra popolamento delle città e delle aree urbane, incrementando così il tasso di povertà, di disoccupazione e di delinquenza nelle città e periferie delle stesse. I settori della crisi si intersecano e si sovrappongono, creando un impatto crescente sempre più difficile da gestire.

Tuttavia il Senegal presenta una forza intrinseca: gli strati più colpiti sono diventati senza dubbio attori protagonisti della scena socio-economica del paese. La popolazione, con particolare riferimento alle donne, si è infatti organizzata in gruppi e altre organizzazioni al fine di condividere problemi e preoccupazioni e sostenere quanto più possibile l'economia familiare. Sono infatti tante le donne che gestiscono associazioni e G.I.E. - Gruppi di Interesse Economico attraverso i quali realizzano e vendono i loro prodotti artigianali. Nonostante il loro dinamismo la maggior parte della popolazione e delle associazioni esistenti non he però accesso a crediti bancari, e le associazioni incontrano quotidianamente problemi di tipo economico, tecnico, organizzativo e finanziario che limitano e impediscono lo sviluppo di progetti imprenditoriali personali e lo sviluppo delle condizioni generali del Paese, lasciando la popolazione in circolo vizioso di povertà.

Anche le condizioni di vita delle donne immigrate in Sardegna presenta una condizione perenne di esclusione sociale, e talvolta la condizione di immigrazione presenta difficoltà maggiori rispetto al paese di origine.