“Reti Sad costruiscono comunità solidali”


Clicca Leggi e Scarica1 
Clicca Leggi e Scarica2 
Clicca Leggi e Scarica3
Clicca Leggi e Scarica 4

 

ForumSad e AseCon insieme.

Nelle regioni meridionali, più che in altre parti d’Italia, la crisi economica e sociale che stiamo vivendo produce un aumento della povertà e una diminuzione del livello di welfare, soprattutto per le fasce più vulnerabili ed emarginate. Secondo il rapporto Svimez 2013 il rischio povertà interessa il 23% delle famiglie meridionali e il gap socio-economico del Sud rispetto alla media nazionale è salito al 42,8%.


L’ampliamento della partnership tra istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit e le sinergie fra i vari interventi sono sempre più condizioni necessarie per rendere efficaci ed efficienti le risorse economiche, sociali e culturali disponibili. Il volontariato e l’associazionismo scontano una negativa frammentazione, derivante da motivi culturali e strutturali, e avvertono il bisogno di luoghi e percorsi unitari. Il settore della solidarietà internazionale dagli anni ’60 ha sviluppato in Italia una forma di attività molto diffusa denominata “sostegno a distanza”(SaD), che attualmente coinvolge circa 1.500.000 italiani e 2000 organizzazioni non profit.


La caratteristica del SaD non è tanto una redistribuzione economica a favore delle persone in stato di povertà ma, per le relazioni che promuove e per le opportunità che sviluppa, si può considerare un investimento sociale per la rigenerazione di nuovo welfare sia all’estero che in Italia. Inoltre per la sua popolarità e diffusione il SaD è un primario strumento di crescita culturale verso lo sviluppo di comunità solidali capaci di dialogo, di convivenza tra diversi e di condivisione.


Grazie ai progetti “Il Sostegno a Distanza in Rete” nelle regioni Puglia, Calabria e Sicilia e “La rete del sostegno a distanza fattore di sviluppo sociale” in Campania, Basilicata e Sardegna, entrambi finanziati dalla Fondazione con il Sud con i bandi a reti di volontariato 2010 e 2011, nelle sei regioni meridionali si sono avviate delle Reti locali tra le associazioni sad. Queste avvertono il bisogno di un maggiore impatto sul territorio, promuovendo lo sviluppo di comunità solidali e di alleanze e strumenti, soprattutto formativi e di comunicazione, per rendere più efficace il loro patrimonio di solidarietà e realizzare iniziative di welfare locale rivolto alle persone in maggiore difficoltà, quali gli immigrati, soprattutto i minori, i nuovi poveri, le vittime di violenza, abuso e usura, i giovani.


Il Programma di Sostegno presentato si propone di dare un’efficace risposta ai bisogni delle Reti SaD meridionali, soprattutto grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni dalla Rete ForumSaD nelle regioni del sud, alla sua capacità di sintesi e di collegamento con gli altri attori non profit e pubblici italiani e avviando attività innovative a maggiore incidenza territoriale, quali il “sostegno di vicinanza” e gli “incubatori di progetti sad”.