Haylli Sikuri - Cuzco

HAYLLI SIKURI: Quando la musica diventa maestra di cooperazione, crescita solidale e comunitaria.

Paese di intervento: Cuzco, Perù;

Beneficiari: Bambini e ragazzi dell'Istituto per minori “Maria Salomè Ferro” di Cuzco in Perù;

Organismo responsabile a Cuzco: Centro Cultural Ayllu Qheshwa;

Coordinatore culturale: Clara Virdis Granata;

Responsabile docenti: Jhon Loayza Sanz;

Finanziatori del progetto: A.Se.Con. ONG e Amici di Sardegna ONLUS;

Referente per il progetto in Italia: Roberta Manca.

 

La musica è un mezzo universale di espressione e comunicazione. Le sue origini sono legate alla voce umana, mentre i primi strumenti musicali appaiono nel mediterraneo intorno al 2.500 a.C. nella cultura egizia.

La musica accompagna la nostra vita ogni giorno, e può essere un veicolo per lo sviluppo cognitivo, sociale, emotivo, affettivo, motorio e linguistico del bambino migliorando e facilitando la sua capacità di leggere e scrivere.

Numerosi studi, ricerche ed esperimenti, hanno dimostrato che lo studio della musica, fin dai primi anni di vita, porta ad un miglioramento dello sviluppo cognitivo dell'individuo.

Diversi educatori e pedagogisti hanno basato la loro didattica sulla stimolazione dei sensi. In Italia ricordiamo le “scatole di rumori” e la “serie di campanelli” fra i materiali didattici della pedagogista ed educatrice Maria Montessori, convinta che la musica aiuti e potenzi la capacità di concentrazione e aggiunga un nuovo elemento alla conquista dell'ordine interiore e dell'equilibrio psichico del bambino.

La pedagogista Rosa Agazzi utilizzò il canto nei bambini come elemento contribuente all'apprendimento linguistico e motorio nei bambini.

Lo studio della musica porta ad un miglioramento nello sviluppo cerebrale, in quanto imparare a suonare uno strumento richiede un buon coordinamento fra le mani e gli stimoli visivi e uditivi potenziando la connessione fra le aree motorie e quelle sensoriali del cervello.

L'età ottimale per iniziare a suonare uno strumento musicale è tra i sei e i sette anni, periodo d’età definito da vari ricercatori come “finestra sensibile.

In sintesi lo studio della musica nei bambini sviluppa:

  • Maggiore capacità di memoria, attenzione e concentrazione;

  • Migliora la capacità di risolvere problemi matematici e ragionamenti complessi;

  • E' una forma di espressione;

  • Introduce i bambini ai suoni e significati di parole, rafforzando l'apprendimento;

  • Crea interazione tra i bambini e gli adulti;

  • Stimola la fantasia e la creatività

  • Combinato con la danza stimola i sensi, l'equilibrio e lo sviluppo muscolare;

  • Rievoca ricordi e immagini che arricchiscono l'intelletto.

Uno degli stili musicali che meglio si adattano allo sviluppo dell'individuo e che aggiunge ulteriori valori, a quelli sopra citati, come la crescita solidale e comunitaria, e lo spirito di cooperazione è il Sikuri.

Il Sikuri è un antichissimo stile musicale delle Ande, in particolare del Perù e della Bolivia.

I Sikuris (musicisti) suonano il Siku, strumento musicale a fiato, simile al flauto di Pan, diatonico, composto da differenti canne.

Particolarità del Siku è che un unico strumento non può eseguire tutte le note di una scala, per ottenere una melodia occorre la partecipazione di almeno due Sikuris.

Un sikuri esegue il “Siku ira” e l'altro il “Siku aka” ed è dall'incastro dei suoni e dalla cooperazione dei due musicisti che si ottiene una melodia.

Esistono diverse famiglie di Sikuri: Jula-Jula, Suri-Sikuri, Haylli-Sikuri, Wayo-Sikuri ecc., questo perché ogni villaggio separato dagli altri ha sviluppato uno stile differente.

Il Sikuri oltre alla musica è anche una danza, collegata sin dall'antichità alla natura ed ai suoi eventi naturali (stagioni, cicli del tempo).

La natura della musica Sikuri è la connessione duale per arrivare a quella collettiva, che sviluppa la capacità di relazionarsi tra compagni e sensibilizzarsi alla crescita solidale e comunitaria.

I beneficiari del progetto sono bambini e ragazzi nella fascia di età compresa tra i sei e i sedici anni, dell'Istituto per minori “Maria Salomè Ferro” di Cuzco in Perù in maggioranza orfani o vittime di abbandono morale e materiale da parte della famiglia.

Il centro offre ai ragazzi un ambiente familiare in cui si sentono al sicuro, e allo stesso tempo crea tutte quelle opportunità educative e culturali necessarie per la loro inclusione sociale.

Obiettivo del progetto è introdurre i bambini ai canoni della musica ancestrale andina e della famiglia Siku, trasmettendogli i principi del dialogo, della comunità, della famiglia e dell'appartenenza.